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Stranger Things 4 stagione - Vol 2

E siamo qui. A distanza di pochi giorni dall’uscita del volume 2 della quarta stagione di Stranger Things. Quattro ore di adrenalina pura in...

21/01/26

Insostenibile esistenza della mia persona

 "È stato abbandonato. Da ormai mesi, anni, è lì, che aspetta di essere spolverato e utilizzato ancora. Come un vecchio giocattolo, che viene riposto e non sa che quella sarà l’ultima volta che verrà utilizzato da quel bimbo."

È così che mi sono immaginata il mio blog, abbandonato, per chissà quale ragione. Poverino, non mi ha fatto nulla, ma nei mesi successivi alla sua creazione ho pensato che quel tipo di comunicazione non facesse per me. Poi, qualche giorno fa, ho riletto qualche mio vecchio post e ho ritrovato quell’Anna ironica e sprezzante che credevo non fosse mai esistita. Con le sue recensioni – lo ammetto, forse troppo lunghe – che non temeva il fatto di non essere letta da nessuno. Lo faceva per sé stessa. E le piaceva moltissimo.

Ora è tutto diventato una performance. Tutto si fa per essere visti e per attirare pubblico. Quegli articoli, se così possiamo chiamarli, erano letti da meno di 10 persone, tra cui le mie amiche che, poverine si sorbivano le mie paturnie sul se continuare o meno. Ora penso che, in questa corsa al “Like, Follow, Condivisione” si sia persa l’essenza di ciò che è questo genere di “lavoro”, che per me non lo è, anzi – ci perdo soldi. Il divertimento. Io a fare queste cose mi divertivo tantissimo. Ma davvero. Se provate a leggere le mie prime recensioni, cioè quelle sulle serie tv – che erano la mia fonte principale di intrattenimento, secoli fa – si nota, spero, l’ironia e il “godimento” dello scrivere ciò che effettivamente pensavo di determinate cose.

Poi è arrivato Instagram, cazzo che fatica. È difficilissimo per me mantenere la costanza di fare un post carino – e DEVE esserlo, sennò non se lo incula nessuno – e far entrare il tuo pensiero in DUE righe sennò si perde l’interesse. Infatti, se faccio un post all’anno è già assai. Scusate amici, fate bene a non seguirmi.

Infine, è arrivato Tiktok, che credo sia un OTTIMO modo per farsi conoscere, perché lì è più immediato il confronto col pubblico, e invece di 10 persone che leggevano i miei post, siamo arrivati quasi a 1000. Cazzo, tantissime. Mille persone che ascoltano ciò che hai da dire, stavolta sui libri. Okay, la lettura è un’altra delle tante mie passioni e usufruire di un libro è più immediato rispetto alla serie. Per questo mi sono spostata totalmente su quel topic. Ma mi piace, mi diverte e soprattutto, mi ha fatto conoscere tantissime persone meravigliose. Grazie alla lettura ho scoperto qual è il mestiere dei miei sogni e sto facendo in modo di raggiungerlo e farlo. Presto, spero.

Ma comunque, seppur su Tiktok siamo tanti e soprattutto ho sconfitto la mia immagine cattiva allo specchio, mi manca quel luogo intimo che era il blog, in cui eravamo in 10, e parlavamo di quanto fa schifo il finale di The Vampire Diaries.

Tornerò a postare sul blog? Chissà. È difficile dirlo, sono molto altalenante nella vita. Però ci tenevo a dire queste parole così, di getto.

Detto ciò, alla prossima… credo.

Ciaos xx


13/06/24

Bridgerton - la terza stagione

Dearest gentle reader,

si è appena conclusa in modo CLAMOROSO la terza stagione di Bridgerton, a mio parere la più attesa, dato che i protagonisti hanno danzato sullo sfondo delle due precedenti stagioni, ovvero Colin e Penelope. Vi scrivo, tremante ed emozionata, per dirvi che finalmente abbiamo un amore tra due persone che non hanno paura di mostrarsi vulnerabili, ma soprattutto la protagonista è Penelope, una ragazza con le curve, una ragazza che mi, che ci, rappresenta. Non riesco ancora a capacitarmi di come hanno unito le cose che più amavo dei libri in una stagione incredibilmente bella, armonica e con vari occhiolini a noi lettori, ma anche come hanno amalgamato ciò che succede nello sfondo di Mayfair oltre l’amore tra Colin e Pen. Non ci prendiamo in giro, al giorno d’oggi è quasi disgustosa la poca rappresentanza di donne non magre all’interno della tv. E Bridgerton ci ha dimostrato che noi siamo meritevoli di amore, meritevoli di affetto, meritevoli di considerazione. Penelope non è il side character che fa ridere, anzi, è colei che, in gran segreto, tiene tutta la società sotto scacco pubblicando il “Society Paper” scoprendo tutti gli altarini dei “nobilissimi” nobili. Qualche cambiamento qua e là e abbiamo avuto una stagione divertente, sexy, amorevole, trepidante e perché no, almeno per me, commovente. Perché sì, guardando questa stagione mi sono commossa, e anche tanto.  Faccio davvero fatica a tenere in ordine i pensieri perché sono così emozionata che molto probabilmente non basterebbero le parole per dire quello che voglio dire. Ho aspettato così tanto tempo questi episodi che ora non posso fare altro che guardarli e riguardarli.

Fine parte no spoiler

Ora che possiamo parlare liberamente, vi dico che LA SCENA, quella dello specchio mi ha fatta morire, ho letteralmente pianto, quella scena ha curato la me adolescente che vedeva il suo corpo cambiare. Un corpo degno di essere amato, perché sì siamo degne di essere amate. Quello che voglio dire è che abbiamo visto Nicola non vergognarsi per quella che è e onestamente mi riempie il cuore di  gioia vedere ciò. Anzi she was so proud of the scene. E io l’ho amata. Tutta. Dall’inizio alla fine.

Inizialmente speravo che Colin scoprisse della Whistledown ben prima della proposta di matrimonio, come nei libri, ma col senno di poi sono contenta di come è andata. Anzi ha aggiunto più pathos e angoscia al loro matrimonio “altrimenti perfetto”.

Inizialmente contraria al litigio con Eloise, perché, cito me stessa: “Eloise non litigherebbe mai con Penelope, nei libri non è così” ma ora, dopo settimane in cui non ho fatto altro che guardare e riguardare le puntate, mi rendo conto che NESSUNO di loro è effettivamente come nei libri, quindi ci ho fatto pace. Le storie possono essere simili ai libri ma i personaggi si adattano meglio così allo schermo, tutti i personaggi che sono stati modificati rendono meglio per ciò che raccontano.

E qui, mentre sudo ascoltando You Belong With Me (Bridgerton’s version), vi dico che il come Penelope si rivela alla società, da sola, dimostra la donna incredibile che è. Col supporto della sua famiglia, che la ama, che la ammira, esce allo scoperto, sotto lo sguardo vigile della Regina e quello consapevole di Lady Danbury (ho amato il fatto che lei già lo sospettasse, magari più avanti parlerò dei libri in maniera più approfondita) e la società non può fare altro che accettare e sottostare al fatto che Pen sia una donna incredibilmente intelligente, acuta e soprattutto così furba da averli presi tutti per il culo.

Tra le cose che mi hanno rattristato c’è la sentitissima mancanza di Daphne e Simon, qui ancora più sentita. Daphne è terribilmente legata a Colin e prova profonda ammirazione per Pen. La loro mancanza al matrimonio dei due è tanto sentita e soprattutto sarebbe stato bello vedere la loro reazione alla grande rivelazione, così come quella di Kate e Anthony. Mi è dispiaciuto tanto vederli così poco, ma capisco che devono lasciare spazio.

Regè sarò per sempre incollerita con te per LA PUTTANATA DEL SECOLO da te commessa. Vai tranquillo che si può far lo stesso carriera pur continuando a lavorare in Bridgerton, come lo dimostra il nostro caro Jonathan Bailey. Così facendo hai limitato tantissimo la presenza di Daphne, immagino che Phoebe avrebbe avuto piacere di girare un paio di episodi.

Vabbè miei rancori a parte ora dovrei salutarvi, altrimenti non faccio altro che parlare di quanto siano belli e bravi Luke e Nicola.

Ma vi lascio con una piccola anticipazione.

La prossima stagione sarà dedicata al nostro Benedict, lo so per certo. E ne vedremo delle belle, sono pronta a conoscere Sophie Beckett.

Ora vado, vi saluto, alla prossima.

Yours Truly,

Lady Anna.

05/06/24

Bridgerton - l'analisi di una fan disperata

Avrei voluto dare una ragione a questo post, tipo pubblicando una recensione, ma onestamente non riesco a pensare ad altro se non a questa serie ormai DA MESI. Il mio cervello è da due anni che pensa solo una cosa: Colin e Penelope. Penelope e Colin.  Ormai non si parla di altro, cosa succede cari amanti di Bridgerton?

Perché questi due ci piacciono tanto? Come insegna la mia cara amica Claudia, gli Enemies to Lovers (come Kate e Anthony) sono quel genere che tutti amano ma Colin e Pen sono tutto fuorché nemici. Ammetto di aver aspettato questa stagione più di ogni altra cosa nella mia vita sin da quando nel lontano 2020 ho bingewatchato l’intera prima stagione di Bridgerton innamorandomi di quel birichino di Benedict (e del Duca, ammettiamolo). Quindi per amor di completismo (chiamiamolo così e non disagio) ho fatto le mie amate ricerchine e ho scoperto che la mia nuova ossessione aveva una fonte: Julia Quinn.

Julia Quinn, autrice di questa serie di libri autoconclusivi ambientati nell’epoca regency, nei primi del 1800. Serie di otto libri dedicati ad altrettanti fratelli, i fratelli, appunto, Bridgerton. Ad oggi mi mancano da leggere gli ultimi due, ovvero quelli dedicati ai più piccoli, Hyacinth e Gregory.

In realtà la mia passione per questa serie di libri nasce a causa di Benedict. Il secondo fratello, protagonista del terzo libro, mi ha spinta in pochissimi secondi a farmi leggere il romanzo a lui dedicato, fregandomene ALTAMENTE dei primi due, rispettivamente dedicati a Daphne e Anthony. In realtà la mia curiosità era stata stuzzicata anche da quel personaggino che era Penelope Featherington, che Netflix (dimostrandoci che non ha imparato un cazzo da Gossip Girl) ci spoilera suBBito suBBito essere in realtà Lady Whistledown (la GG del 1800). Penelope, più carina e meno insopportabile di Dan Humphrey, mi ruba il cuore e mi fa entrare in sintonia con lei fin da subito (forse perché anche io da ragazzina ero perdutamente innamorata del mio vicino che non mi si filava nemmeno di pezza) e mi dico: “Io devo assolutamente sapere se quella ragazza e Colin finiscono insieme.” Quindi, presa dalla disperazione recupero i libri di Benedict e Colin in fretta e furia, innamorandomi follemente delle loro storie d’amore. E quindi tale disperazione è proseguita quando ho realizzato che, dal 2020 avrei dovuto aspettare più di quattro o cinque anni per vedere ALMENO la stagione dedicata a Benedict, immaginate la delusione mista alla gioia che ho provato quando hanno annunciato che la terza stagione sarebbe stata quella dedicata a Colin. Ero molto contenta dell’annuncio ma allo stesso tempo sconfortata dal fatto che molto probabilmente ci faranno aspettare ancora un bel po’ prima di vedere il nostro Benedict innamorato.

Però ammettiamo che i tempi ormai erano maturi per dare a Colin e Penelope la loro storia, visto che nelle due precedenti stagioni i due sono stati abbastanza centrali. Almeno non abbiamo aspettato 12 anni come la povera Pen.

Andiamo quindi per gradi. Cosa ci è piaciuto della prima stagione per farcela amare così tanto? Semplice. Il duca. No, okay scherzo (manco troppo). Se devo essere onesta: lo scandaloso sesso nell’epoca regency dove agli uomini non era consentito toccare la pelle delle donzelle in età da marito. Perché sì. Il duca e Daphne fanno tanto sesso. Ed è ciò che è piaciuto a noi sporcaccione. Tutti conosciamo la storia che lega Simon alla sua amata, perché è stata sulla bocca di tutti per tantissimo, TROPPO tempo. Tant’è che, quando è arrivata la seconda stagione, che tutti si aspettavano più zozza della prima, quasi ce semo rimasti de merda quando abbiamo visto due scene in croce di porcherie e niente più. Ma Bridgerton ci insegna che non ci darà quello che chiediamo e basta (e cioè zozzerie), ci sarà di più. Amore. Tanto amore. Quello che Violet augura ai suoi figli. L’amore tra Daphne e Simon è stato solo un piccolo assaggio di quello che scopriremo in futuro. Come l’amore sfuggente, nascosto e latente di Anthony e Kate. Quello sfrontato, sfacciato e svergognato di Benedict e Sophie. Quello timido (inizialmente), passionale e plateale di Colin e Penelope. Insomma, ne avremo davvero per tutti i gusti.

Ma quindi perché Colin e Penelope fanno così tanto scalpore? Perché FINALMENTE abbiamo una protagonista NON magra, con un corpo non conforme ai canoni della tv, amata, desiderata, romanticizzata e non feticizzata da un male gaze prettamente maschilista. Perché Bridgerton è tutto per il puro piacere femminile. Apprezzato da tutti. Mai volgare. Sempre sexy mai oltre. Un corpo come il mio. Un corpo non magro finalmente viene messo in risalto, dimostrando che siamo tutti degni di essere protagonisti della nostra vita.

Ho amato tantissimo tutto. Dal desiderio che sboccia lentamente in Colin mentre Penelope ignara gli ha solo chiesto un bacio. Scena che, tra l’altro, HO AMATO per l’aderenza ai libri, perché noi lettori non vogliamo tutto uguale, ci sono quelle piccole cose che desideriamo ci siano all’interno della trasposizione ma poi, per quanto mi riguarda, potete fare il cazzo che volete senza snaturare i personaggi e la storia. Infatti, non mi sono adirata quando ho scoperto dell’esistenza di Lord Debling. Anzi, ho adorato quel personaggio e se Colin non esistesse, molto probabilmente, tiferei per lui.

Sostanzialmente mi piace come abbiano integrato storyline esterne senza snaturare il prodotto. La mia pretesa infatti è che la serie sia fruibile da chiunque, chi ha letto i libri e chi no. Perché è una cosa che ritengo fondamentale, il fatto che si possa guardare un prodotto audiovisivo CAPENDO TUTTO senza dover ricorrere ai libri. Leggere il libro deve essere un piacere, una volontà del fan, non una necessità causata dal non aver usufruito di un prodotto completo.

Detto questo ad oggi non mi dispiacciono i cambiamenti fatti all’interno delle storie, certo Daphne e Simon hanno avuto la trasposizione più simile al libro, ma non sono dispiaciuta del risultato ottenuto con la seconda stagione (seppur io abbia preferito la versione cartacea perché abbiamo un visconte veramente approfondito) e quello che stiamo vedendo con la terza. Non mi faccio teorie su ciò che saranno le prossime stagioni perché per ora, pare, stiano seguendo la leggera linea tracciata dall’autrice Julia Quinn.

Ora voglio parlare di una cosa importante: il fantomatico dimagrimento di Penelope nel libro “Un uomo da conquistare”. Penelope NON dimagrisce per conquistare Colin, come sottolineato da molte persone. Innanzitutto, il dimagrimento di Pen non è il dimagrimento che la fa apparire bella agli occhi della società, ANZI, Pen rimane comunque nell’ombra e non magra, perché il suo non è effettivamente un dimagrimento. Nel libro viene citato il grasso infantile, rimane in carne, semplicemente è più donna, avendo nel quarto libro 28 anni. È una cosa che ci tengo a ribadire, visto che mi sento molto affine al suo personaggio (il tizio di cui ero innamorata da ragazzina non ha mai ricambiato, come è successo a Pen, ma ora siamo amici e lo ritengo una delle persone più importanti della mia vita).

Ho tante cose da dire ma magari ne parlerò più avanti, i pensieri mi si accavallano nel cervello non permettendomi di dar loro una forma decente. Magari dopo l’uscita della seconda parte della terza stagione ne parliamo ancora. Ma sì, Bridgerton, una favoletta per ragazzine è tutto questo e molto altro ancora, vorrei parlarvi di Daphne e il Duca, di Anthony c’è troppo da dire, così come di tutti gli altri. Quindi vi saluto cari lettori, alla prossima.

Xoxo

Lady Anna Nightstone.

21/02/24

Bride - Ali Hazelwood - Recensione.

Quando ho saputo che una delle mie autrici preferite sarebbe uscita col suo primo fantasy ero super curiosa. Ali Hazelwood ha una penna semplice e lineare, entri subito in empatia coi suoi personaggi e non puoi non voler loro bene. Bride si discosta da quella che è la moda di oggi del fantasy, ovvero i fae, e si butta a capofitto nel 2010 con una bella faida tra Lupi e Vampiri. Ali, millennial come moltx di noi, riporta in alto il periodo Team Edward e Team Jacob ma anche il buon vecchio The Vampire Diaries che in quell’epoca spezzava più cuori di Tom Hiddleston appena diventato padre.

Bride parla di un matrimonio forzato, un matrimonio di convenienza per essere precisi. Misery Lark, vampira che vive nel territorio Umano, viene costretta a sposare Lowe Moreland, Lupo Alfa di un branco di lupi molto vasto. Il matrimonio serve a istituire delle alleanze, le tre comunità che abitano la terra sono in conflitto, e solo questa unione sembra poter appianare le divergenze.

Questo libro ci porta una nuova versione dei lupi e dei vampiri, per la prima volta sono differenze biologiche, dovute a mutazioni avvenute nel tempo, e non sono trasformazioni dettate dalla magia o dal sangue, ho davvero apprezzato questa cosa.

Bride è un Enemies to Lover in tutto e per tutto ma non è un Hate to Love, i due non si odiano, sono nemici naturali, ed è bellissimo vedere come devono adattarsi entrambi alla vicinanza forzata con un esponente dell’altra specie.

Misery e Lowe si scoprono, lentamente, dandosi la possibilità di smussare angoli per incastrarsi alla perfezione.

E poi qualcuno, un giorno, mi spiegherà meglio la questione del Nodo, che onestamente non ho ancora ben capito. Lo spicy c’è ma non stona, è presente in giusta quantità e ci permette di capirci qualcosa di questi personaggi.

Il plot twist è sorprendente, non scontato, perlomeno per me, e il risvolto finale è molto soddisfacente. Ho apprezzato come ciò che viene fatto in sordina viene spiegato e risolto in modo lineare.

Ammetto che avrei gradito più pagine, per poter approfondire determinate dinamiche e alcuni rapporti tra personaggi, ma non fa nulla, ciò che era importante è stato ben spiegato.

Bride quindi, mi è piaciuto. La Hazelwood ci ha regalato un bel fantasy, diverso.

E ora voglio anche io un gatto da chiamare Scintilla.

Alla prossima, ciaos.

Vi lascio la recensione fatta su tiktok linkata qui.

06/10/23

One Piece - la prima stagione di un live action quasi perfetto

 Quando, nel lontano 2020, Netflix annuncia quello che è stato il timore più grande di una grandissima fetta del pubblico amante degli anime. Infatti, dopo il fallimento che è stato il live action Death Note, viene comunicato al mondo intero l'inizio della produzione della trasposizione live action del manga più grande mai creato: One Piece. E lì è iniziato il panico, i fan dell'opera originale hanno tremato a lungo, nel silenzio più totale la produzione è andata avanti, fino a quando il 31 agosto 2023, la serie è arrivata.

Il live action di One Piece ha segnato un prima e un dopo all'interno di questo genere di trasposizione. Lo stesso Oda, il mangaka creatore della mastodontica serie, ha ritenuto i tempi maturi, e si è messo alla ricerca di uno studio di produzione che decidesse di imbarcarsi in questa, a mio parere, difficile operazione. 

Con la supervisione di Eichiiro Oda, Netflix è riuscito dove tutti gli altri hanno fallito. Con una seconda stagione già annunciata, One Piece LA è incredibilmente incredibile. Non avrei mai creduto di ritrovarmi a pensare che Iñaky Godoy sia il Monkey D. Luffy perfetto, così come il resto dei personaggi, non solo della ciurma ma letteralmente tutti i personaggi. Da Luffy a Shanks, da Garp a Zeff, Arlong e Mihawk. Tutti. Sembra come se gli attori siano nati per interpretare quei ruoli. 

Per ovvie ragioni alcune storie sono state asciugate, altre sono state approfondite ma comunque abbiamo, al termine dell'ottavo episodio, una infarinatura generale sul mondo di Oda, dei suoi personaggi, e abbiamo una chiara idea di chi sia dalla parte dei buoni e chi dei cattivi. Onestamente non mi aspettavo la rivelazione sulla parentela così presto ma diciamo che ha molto senso per i tempi televisivi e soprattutto per l'ossessione che quel personaggio sembra avere per qualcuno apparentemente innocuo come Luffy lo è inizialmente. 

Luffy, quel personaggio che su carta trovo insopportabile, è irritante quel suo inguaribile ottimismo, un po' come con gli altrettanto famosi Goku e Naruto, nel live action mi conquista. Godoy è perfetto, la sua recitazione non è fuori dalle righe, anzi dona al personaggio una tridimensionalità che senza le sue microespressioni facciali non avrebbe. 

Zoro, amore della mia infanzia e grande cotta in questo live action. Semplicemente perfetto. Gli hanno aggiunto un'ironia che personalmente amo e Mackenyu è l'unica persona al mondo che non sfigura con quel colore orrendo in testa. Mostrata in modo perfetto la lealtà che Zoro ha in Luffy.

Nami, nulla da dire se non che Emily Rudd sia praticamente Nami. Si vede che ama questo personaggio e che desiderava ardentemente dargli vita.

Sanji, una grande scoperta, non lui, Taz Skylar. Taz ha preso lezioni di cucina e di arti marziali, per interpretare al meglio il cuoco della ciurma di Cappello di Paglia. Bono. Tanto. Quella parrucca non mi fa impazzire (come per Shanks, poverino) ma bono.

Usopp, cavolo, mi spiace che si siano focalizzati più sul suo essere bugiardo che codardo, ma anche lui sembra essere nato per quel ruolo. La storia con Kaya super carina. E poi, è grazie a lui se la nostra ciurma riceve in dono l'iconica Going Merry, nave che ci regalerà gioie e dolori. 

Vorrei focalizzarmi su ognuno degli altri personaggi ma già in questa prima stagione sono tantissimi e ci sarebbero tante, troppe cose da dire. Tutti eccezionali. 

Ho timore su come possa essere trasposto un personaggio come TonyTony Chopper e soprattutto dell'attore che interpreterà Ace, mio preferito di questa opera. Ma ci fidiamo di Netflix, finora con OP non ha sbagliato. 

Piccola nota simpatica: Bugy che intona Wellerman cambiando le parole, mi ha fatto tanto ridere. 

I momenti commoventi ci sono e io ho pianto tutte le mie lacrime in determinate scene. 

L'amore che provo per questa serie si traduce in una letterale ossessione, ho guardato tutte, e dico TUTTE le interviste. Sono letteralmente innamorata.

Sono fermamente decisa a continuare l'anime che avevo prontamente interrotto a seguito dell'ENORME trauma che si è verificato nella saga di Marineford a Impel Down, chi sa sa. Ho avuto bisogno di tanto tempo per riprendermi da quel trauma, ma so che è una cosa che accomuna tanta gente, quindi mi sento meno sola. 

Ora vi saluto, a voi è piaciuta la prima stagione del Live action di One Piece? La vostra backstory preferita? Personaggio preferito? Continuerete con l'anime/manga o aspetterete man mano le stagioni successive? 

Ci si becca alla prossima, seguitemi sui vari social che trovate sul Linktree. 

Linktree

xoxo ciaos  


03/10/23

Anna e le sue lunghe pause di riflessione

Vorrei dire che questa “pausa” è stata necessaria, voluta, problematica e tanto altro. Ma, onestamente, non è così. L'unica e sola verità è che sono incostante. Sono incostante con tutto, con le cose che mi piacciono soprattutto. E a me, questa pagina, piace un sacco. Okay non sono propriamente sparita, ho fatto video su tiktok, qualche storia su instagram e un paio di post qua e là, ma l'impegno che avevo preso e i buoni propositi sono andati a farsi benedire. 
Però devo ammettere che dietro le quinte ho continuato a “lavorare” per questa pagina con idee e progetti. Sostanzialmente ero entrata in una sorta di blocco, non riuscivo più a leggere, scrivere o guardare nulla con interesse, quindi questa estate è stato un momento per “guarire” da questo blocco, e infatti ho letto molti più libri di quelli che mi aspettassi, guardato serie tv senza quell'ansia di dover dire la cosa giusta sulla serie del momento che va vista per forza. 
E ora torniamo alle cose serie, più avanti farò un resoconto di tutto ciò che ho guardato/letto questa estate ma ho iniziato questo nuovo anno (perché sì, per me l'anno inizia a settembre) con un unico pensiero: riprendere in mano questa pagina e trasformarla in qualcosa di più, voglio che diventi un posto sicuro dove scambiarsi opinioni e consigli su qualsiasi cosa. 
E ora, dopo aver svolto il mio lavoro di influencer, convincendo anche una sola persona a guardare Shameless, fortemente consigliata da me, torno nel mio buco di culo a scrivere simil recensioni di tutto ciò che mi è passato sotto mano nella luuuuunga estate appena trascorsa. 
xoxo 

07/03/23

Sangue e Cenere - recensione completa.

Non so esattamente cosa mi aspettassi, ma di una cosa sono certa, Poppy è la protagonista che tutti noi vorremmo. Certo, forse un po’ troppo superdotata, ma in un fantasy, le persone superdotate sono all’ordine del giorno, e forse, meglio una che è stata addestrata per tutta la vita, piuttosto che la sciagurata di turno che scopre di avere i poteri da un giorno all’altro. Poppy è consapevole delle sue capacità, sa combattere ed è ciò che la salva dalle situazioni più spiacevoli. Però, per tutti gli altri aspetti della vita è ancora una bambina. Infatti Poppy è protetta, è la Prescelta, la Vergine, cosa però questo comporti per il regno, non è dato saperlo. La Prescelta è tenuto all'oscuro di tutto, le è proibito anche solo essere vista in viso. Solo poche persone conoscono la sua vera identità: i reali del regno, le sue guardie del corpo e la sua dama la compagnia. A Poppy è proibito anche solo uscire dalle proprie stanze senza velo, ma lei è curiosa, vuole vivere prima di partire per la capitale e ascendere, qualunque cosa esso significhi. Ed è quando si trova alla Perla Rossa che "inciampa" nella vita. Per evitare di essere vista da Vikter, la guardia che la protegge fin da quando è arrivata a Masadonia, si nasconde in una delle stanze del posto e incontra Hawke, giovane guardia reale molto attraente che, per ragioni fortuite, diventerà la sua guardia del corpo.

Cosa mi ha spinto a leggere questo libro? Beh, ovviamente tutti i Tiktok a riguardo. Il fatto che Poppy non fosse descritta come una a cui cadono tutte le fortune. Beh certo avere Hawke come guardia del corpo è una botta di culo bella grande, ma è la protagonista, le deve capitare qualcosa di bello nella vita. 

Sangue e Cenere ha un ritmo sostenuto, ho divorato il libro, cosa che non riuscivo a fare da anni ormai, ma nelle ultime pagine/capitoli, inizia a correre e in quattro e quattr’otto ti ritrovi a prendere il secondo volume. Il rush finale è intenso e ci ritroviamo vittime degli eventi con un plot twist niente male. 

La scrittura della Armentrout non mi era nuova, avevo già letto alcuni suoi libri sotto consiglio della mia cara amica Claudia, mia grande consigliera e spaccina di libri “come dico io”, e devo dire che qui ritrovo gli stilemi dello stile dell’autrice e amo, come al suo solito, le protagoniste forti e le storie avvincenti. La scrittura è scorrevole e prosegue senza intoppi e appesantirti. Spero di ritrovare tutto ciò nel prossimo volume, che vorrei iniziare a breve per non perdermi nella continuità. 

Vorrei aggiungere che, a differenza di altri romanzi letti, non c’è stata la solita rapida discesa nella noia, come è solito accadere quando i personaggi si avvicinano. Quindi sono piacevolmente stupita e curiosa di leggere cosa succederà nei prossimi capitoli, visto il cliffhanger incredibile del primo volume. 

Ora vorrei entrare di più nello specifico.



*SPOILER PLOT TWIST FINALE* se non avete letto il libro vi consiglio di lasciare la recensione. Ciao e grazie di aver letto fino a qui, alla prossima! 

Allora, ammetto che avevo capito a cosa andava a parare la rivelazione su Hawke, avevo i miei dubbi già a metà ma nel momento in cui Poppy nota delle stranezze nelle parole e nei movimenti della guardia e succede tutta la strage al palazzo col duca appeso e il messaggio dell’Oscuro tutto mi era più chiaro e ho capito tutto. Ciò non significa che sia prevedibile o scontato, anzi, sono io che ho una fervida immaginazione quindi mi immagino gli scenari più disparati. 

Ho trovato parecchio agghiacciante il termine Vampry, non so se viene usato anche in originale, ma per me è proprio brutto. Okay che sono praticamente vampiri, ma potevano dargli un altro nome. 

Ora, toccando l’argomento spicy, devo dire che c’è e si sente. La carica erotica che sprigionano i protagonisti è bella presente. Amo tantissimo i “preliminari” vocali prima dell’effettiva scena spicy e rendono il tutto più coinvolgente.

Detto ciò, Sangue e Cenere mi ha riportato alla lettura e sono immensamente grata per ciò. 

Io vi ringrazio per essere giunti fino a qui, vi saluto e alla prossima, CIAOS 

17/01/23

Inferno - Dan Brown

Quando mi hanno regalato questo libro mai avrei pensato che mi avrebbe messo i brividi. È il primo romanzo di Dan Brown che ho letto e, onestamente, mi ha traumatizzata. Uscito nel 2013, mette un’angoscia terribile vedere come ciò che viene raccontato in queste pagine rispecchia molto da vicino ciò che è accaduto negli ultimi 3 anni. Il nostro Langdon che deve cercare, in tutti i modi, di fermare il rilascio di un virus che fermerà l’aumento della popolazione mondiale dato che il nostro pianeta è al collasso. Tra Firenze, Venezia e Istanbul e tra bugie, inganni e corse sfrenate da un monumento all’altro, assistiamo ad un’avventura piena di mistero. 

Devo ammettere che come primo approccio a Dan Brown, è stato come uno schiaffo. La sua è una scrittura pulita, diretta e la terza persona non mi ha mai infastidita. Brown ci racconta un pericolo, un allarme. Non mi aspettavo di rimanere senza parole man mano che le pagine andavano avanti. Il terrore che percepivo verso la fine della storia era sincero, come se il mondo dipendesse davvero dalla riuscita della missione del professore. 

Ho amato tutta la prima parte, completamente ambientata a Firenze e questo libro per me è stato come fare una passeggiata per le strade di quella città che amo con tutta me stessa. Rivivere le sensazioni di meraviglia dei protagonisti mi ha permesso di provare quel senso di vuoto e pienezza contemporaneamente che solo Firenze è stata in grado di regalarmi. Certo, correvamo da un palazzo all’altro, ma ad ogni angolo ero sopraffatta dalle bellezze descritte con cura da Brown attraverso gli occhi adoranti di Robert. 

Non è stato un libro facile da leggere, l’ho dovuto mandar giù a piccole dosi. Mi sono ritrovata più volte a chiedermi se davvero ci fosse gente come Zobrist. Così determinata a sterminare la razza umana, o addirittura disposta a creare un virus per fermarne la crescita demografica. 

Sostanzialmente sono una grande amante dei rompicapi, ma come genere di lettura, non mi ero mai avvicinata al thriller/mistery e devo dire che come prima esperienza mi ha parecchio entusiasmato e non vedo l’ora di passare al prossimo romanzo. Avevo messo in pausa Uomini che odiano le donne, forse per una questione di difficoltà con nomi e personaggi, ma la trama mi ha sempre incuriosita. Quindi dopo questa esperienza con Inferno sono decisa a riprovarci. 

I personaggi creati dalla penna di Brown sono complessi, sfaccettati e soprattutto ambigui. Le loro ambiguità ci accompagnano dall’inizio alla fine, dove vengono svelati segreti oscuri e piani diabolici. 

Il professore è, forse, il personaggio più genuino e vero di tutta la faccenda. Robert si ritrova derubato dei suoi ricordi più recenti e in un paese lontano da casa sua. Costretto a fuggire più volte dalla morte, risolve dilemmi su dilemmi e io rimango profondamente affascinata come Sierra. 

Sugli altri non mi dilungo perché temo di incappare nello spoiler quindi vi dico solo che tutti i personaggi e le vicende sono tutti un gigantesco colpo di scena.

Non so che altro dire se non: LEGGETELO. 

Io ora vi saluto, spero di farvi ancora compagnia con altri libri. Ciaos 

 

08/01/23

Fine 2022 con polemiche e nuovi inizi.

È finito il 2022. Fin troppo in fretta direi. Ho iniziato lo scorso anno con un sacco di buoni propositi che, ovviamente, non ho portato a termine. Ma devo essere onesta ed erano davvero poco realizzabili quindi, ho deciso che, questa volta, sarò più “terra terra”.

Tirando le somme di questo 2022 devo dire che finalmente mi sento di aver trovato una direzione da dare a questo blog. Mi ripeto di continuare a pubblicare video su Tiktok ma credo di non aver ancora trovato il format giusto, oppure sono io che non sono adatta a questo tipo di piattaforma, non so, però credo che non faccia per me. Però su Instagram mi trovo meglio, ho avuto modo di sperimentare le recensioni brevi, su post o storie, e mi piace molto come metodo. Però la mia dimensione è qui, la scrittura su questo blog, mi sento più a mio agio a sparare cazzate su qualsiasi cosa mi venga in mente. Ma mi riprometto che proverò a trovare ciò che più fa per me sugli altri social. 

Quest’anno voglio provare ad andare di più al cinema. Non mi sono mai permessa di andare a vedere un film solo perchè ne avevo voglia, e voglio provarci, che sia da sola o in compagnia. Voglio godermi il cinema a tutto tondo. Non mi ritengo un’esperta o una cinefila, non ne ho assolutamente le competenze, ma amo la Settima Arte e voglio goderne di più. 

Ho riscoperto il piacere di fare binge watching di una serie solo perchè ne ho voglia e non perchè ne parlano tutti. Mi sono resa conto che ho iniziato a detestare il dover guardare qualcosa solo perché lo fanno tutti. Mi spiego meglio. Io amo le serie tv. Tutte. Ma anni fa ho iniziato a guardarle perchè ne avevo voglia, non perché fosse una moda. Credete che 12 anni fa io abbia iniziato a guardare Supernatural perchè ne parlavano tutti? No, semplicemente ero incuriosita dalla trama e ho messo play al primo episodio. 

Potrà sembrare una polemica sterile la mia, me ne rendo conto, e forse anche un po’ antipatica, ma il sentirmi dire: “MA L’HAI VISTA QUELLA?” solo perchè va di moda, ha un po’ annoiato. E per questo motivo qui non ho visto Wednesday, ho mollato Dahmer a metà, Squid Game visto mezzo episodio poi mollata e tante altre ancora. Sono sicuramente ottimi prodotti, non lo metto in dubbio, ma non fanno per me. Magari più avanti, quando ce ne sarà l’occasione le guarderò, le amerò e mi pentirò di non averle guardate subito. 

E voi mi direte: “Anna ma guardi Stranger Things, Bridgerton e altre che hanno molto hype, sei ipocrita!” e avete ragione. Ma quelle sopracitate non sono più alla loro prima stagione e le ho viste in momenti non sospetti quando il loro hype era ormai scemato prima della loro prossima stagione in cui si è generato quel vortice di voci che non fanno altro che parlarne. 

Prendiamo in esempio Shameless, che mi sto guardando nell’ultimo periodo. Sto amando questa serie con tutta me stessa, eppure l’ho iniziata per pura curiosità, perchè quella famiglia incasinata di nome Gallagher mi aveva incuriosita. E io ve la consiglio con tutta me stessa. Quei personaggi mi hanno rapita, sono entrata nelle loro vite in punta di piedi e loro mi hanno distrutta e rimessa a posto.

Ed è questo ciò che voglio da una serie tv, che mi faccia entrare nelle vite dei personaggi, che mi faccia vivere le loro avventure e che mi faccia sentire parte della storia. 

Okay basta. Volevo fare un riassunto del 2022 ed è diventata uno sproloquio inutile perché non ho guardato Mercoledì su Netflix. 

Questo gennaio mi concentrerò sullo studio, ovviamente, e sulla conclusione di Shameless, dato che ho appena finito la settima stagione. Ho finito Inferno, il libro MERAVIGLIOSO, di Dan Brown che spero di riuscire a recensire a breve perché più lo leggevo più avevo i brividi per la sua somiglianza con la realtà. Nonostante ci abbia messo mesi per leggerlo, causa blocco del lettore, devo dire che l’ho amato e mi ha sorpresa ad ogni singola pagina. 

Inoltre ho iniziato The Inheritance Games e devo dire che mi sta intrigando, ma non dico altro voglio solo farmi sorprendere. 

So che mercoledì notte ci sarà la cerimonia dei Golden Globe e vorrei seguirla in diretta, voi lo farete? 

Ora vi lascio, torno a studiare, è anche ora direi. Vi saluto, che questo 2023 sia pieno di libri, serie tv e film, ciaos! 

30/11/22

Recap di Novembre - la desolazione di Anna

Manca poco più di un’ora alla mezzanotte e finalmente ho il tempo per mettermi a scrivere qualcosa. In questa penuria di mese devo dire che ho fatto solo due cose: studiare e sclerare per lo studio. 

Volevo fare un recap del mese di novembre, raccontando ciò che ho fatto, ho guardato o letto. Ma ad essere onesta devo dire che l’unica novità di novembre è Shameless, la serie tv di cui vi sto parlando senza spoiler su Instagram. Che dirvi, in più? Nulla, la amo. Non avrei mai pensato che mi potessi innamorare così tanto di alcuni personaggi, come è successo con i Gallagher. Devo dire che è ciò che più si allontana dal mio genere di serie tv ma, tra video su tiktok e sbirciatine mentre mio padre la divorava nel corso del tempo, mi sono sempre più incuriosita. È sempre stata nella mia lista di serie tv che prima o poi guarderò ma aspettavo la sua conclusione. Tra truffe e furti questa famiglia mi è entrata nel cuore. Inutile dirvi che Lip è il mio personaggio preferito. DEVO SMETTERLA DI INNAMORARMI DEI PERSONAGGI CON GLI OCCHI CHIARI. 

L’unica eccezione forse è Stiles Stilinski, ma Dylan è Dylan quindi shh. Non mi metto a fare una lista dei miei amori perché voglio conservare ancora un po’ quella parvenza di dignità che mi è rimasta prima di sputtanarla anche qui. 

Ho detto una cazzata, ho visto anche altro a novembre, me so scordata, sono dovuta andare a vedere su Instagram per ricordarmene. Ho visto la serie argentina El fin del Amor con protagonista la cantante e attrice Lali Esposito (che abbiamo visto anche in Sky Rojo, Casi Angeles -Teen Angels in Italia-, e Robertina in Floricienta/Flor) che interpreta Tamara Tenembaum, non ve ne parlo ulteriormente perché ho già approfondito su ig. Ho visto anche Enola Holmes 2 e Black Panther Wakanda Forever che non hanno bisogno di presentazioni e come qui sopra, trovate i miei due spicci su un post sempre su ig. 

Vorrei dirvi che ho letto qualcosa. I libri dell’università valgono? Perché sto mese è una miseria. Non ho letto nulla. Avrei voluto finalmente terminare Inferno di Dan Brown ma non ho nemmeno aperto una pagina, che schifo. Me lo porto avanti da mesi e non riesco a finirlo. Non è che non mi piaccia anzi, è molto bello e la storia mi ha presa ma ormai sono mesi che non tocco libro. Sarà che sono in blocco ormai da più di due anni ma vorrei riprendere a leggere almeno un libro al mese e non uno ogni sei mesi. Spero di uscirne presto e di non leggere solo libri per l’uni a dicembre. Devo finire Inferno. Devo. 

Mentre mio padre in cucina si guarda One Piece, che spero di riprendere a guardare, ho ricordato che ho finalmente ricominciato anche Fullmetal Alchemist che, a mio parere, è una delle storie più belle mai raccontate. Oh che volete a me i fratelli rapiscono il cuore. Così come i Winchester, i Salvatore, i Mikaelson e ora i Gallagher, anche gli Elrich mi hanno fatto sciogliere come una pallina di gelato al sole. 

A PROPOSITO DI FRATELLI. A ottobre circa ho fatto maratona rapida e schifosa di rewatch di The Vampire Diaries. Sì, dopo anni, la sto riguardando, per incazzarmi come si deve delle cose che mi fanno rabbrividire. Eppure, con tutti i suoi difetti la amo. Non riesco ad odiarla. Ha delle robe senza senso allucinanti ma fa nulla, tutto fa buon brodo. Anche le mie lacrime per non aver avuto un endgame Klaroline decente. Sì sono ancora incazzata per sta roba, nessuno mai me la toglierà dalla testa. Klaus meritava quel finale lì, non quella merda che ha scritto Julie Plec, Pleccona ti odio e lo farò per sempre. 

Piccola digressione sulla musica. Amo la colonna sonora di TVD e infatti ritengo che le canzoni inserite all’interno degli episodi di questa serie, la rendano unica. Infatti da settimane mi sto sparando a rotazione tutta la playlist di canzoni e ci sono momenti in cui piango, altri in cui sono sull’orlo di una crisi isterica e altri di disperazione. Ma è così, TVD è un’altalena di emozioni e così sono le sue canzoni e i suoi personaggi. Altalene. Vero Damon? Vabbè lasciamo stare, non tocchiamo cavi scoperti. 

Una canzone che ho ascoltato tanto questo mese è Total Eclipse of The Heart che già conoscevo ma ho riscoperto volentieri proprio la prima settimana di questo mese. Oltre alle solite canzoni che mi porto sempre dietro, come i Medley di Pitch Perfect che ormai so a memoria e poco altro. 

Volevo giusto dire due parole su sto mese demmé e invece ne è venuto fuori un poema, mi scuso.

Io vi saluto e spero di sopravvivere a Natale e di non schioppà prima di finire di vedere i riassunty accuratissimi di Trono su LOTR. Ciaos vivogliobbene

 

15/11/22

Ratched.

*Piccola premessa. Questa recensione è stata scritta al momento dell'uscita della serie in questione. Ecco perché è scritta in un determinato modo, quindi ora vi lascio alla me di mesi fa*

 Prima di iniziare devo fare una piccola ammissione di colpa. Non ho visto il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e non ho letto il romanzo. Prometto assolutamente di recuperare, ma per questa recensione sarò vergine di film e libro, quindi mi baserò su ciò che ho visto. In ogni caso se volete sapere qualcosa di più da qualcuno che ne sa certamente più di me, vi consiglio i video che Violetta Rocks e Arianna Bonardi hanno fatto su sta serie, sono assolutamente molto più sensati e con un pelo di conoscenza in più.

Ratched, ennesima fatica di Ryan Murphy, creatore di American Horror Story, Glee e Hollywoode tante altre, con protagonista la meravigliosa Sarah Paulson, è arrivata su Netflix da poco. Ho guardato questa serie spinta da una mia amica, molto fan di Sarah, e io, fan del lavoro di Murphy mi sono lasciata convincere.

La storia dell’infermiera Mildred Ratched mi era sconosciuta, quindi vedere la sua evoluzione e come arriva ad essere, dopo, nel romanzo e nella sua trasposizione cinematografica, mi ha incuriosita. Mildred è una donna fredda, calcolatrice, con un impellente bisogno di aiutare gli altri. Per questo motivo è infermiera o, perlomeno, così ci fa credere all’inizio. La conosciamo quando arriva in California per lavorare nella clinica psichiatrica del dottor Hanover, un medico visionario che, a mio parere, è meglio che abbia le visioni della galera in cui dovrebbero rinchiuderlo per le cose orribili che fa ai suoi pazienti. Ma arriviamo al perché Mildred si reca in questa clinica: vuole liberare Edmund, suo “fratello”, che è stato portato lì in attesa di un responso da parte del medico che deciderà se lui fosse lucido mentalmente durante il massacro dei preti. In caso fosse lucido sarebbe stato condannato alla sedia elettrica.

Ma svelare la trama non è il mio compito. Voglio dirvi che, anche se è stata già confermata una seconda stagione, avrei preferito fosse una serie autoconclusiva. Vi spiego anche il motivo. Murphy ha la meravigliosa abitudine di buttare tutto in vacca con il passare delle stagioni, come è successo con American Horror Story nel corso degli anni.

Ratched mi è piaciuta? Ehm, non lo so. Non riesco a capire cosa c’è che non va. Conoscevo la maggior parte del cast principale ma non ho avuto modo di affezionarmi ai personaggi. A nessuno. Tranne che Huck. A lui mi sono proprio legata. Sarà per il suo precedente ruolo di Ethan in Teen Wolf, o la sua breve storia in Ratched, ma con lui ho detto: “Potete ammazzarli tutti, TUTTI, tranne Huck”. E che hanno fatto sti stronzi? Hanno ammazzato Huck. Ma porca zozza. Una rabbia incredibile. Volevo mollare tutto. Però ho continuato e la fine ha lasciato una porta aperta.

 Vorrei parlare dei personaggi in maniera più approfondita ma non saprei dare delle opinioni fondate, dato che li abbiamo visti per pochi episodi in totale, se non per Mildred e la Bucket che, avremo modo di conoscere meglio nelle prossime stagioni, proprio come Edmund, Charlotte e Gwendolyn.

Le cose che più mi hanno lasciato senza parole è la fotografia e la scenografia. La fotografia è impressionante, ha dei colori accesissimi, una saturazione più alta del normale. I colori principali sono il verde e il rosso, spero che questa scelta venga fatta anche nelle prossime stagioni. I costumi sono meravigliosi, Sarah sembra nata per vivere tra gli anni 40 e 70 del ‘900. Come abbiamo anche notato in AHS Asylum, è perfetta per le serie d’epoca.

Parlando di Sarah, lei è stata fenomenale, bravissima come sempre, vedrò se è in linea col personaggio di Mildred Ratched nel film e nel romanzo, ma per quel poco che ho visto mi ha lasciata senza parole. Donna fredda, capace di qualsiasi cosa pur di raggiungere il suo scopo, arriva alla clinica e porta scompiglio. Inizia a sciogliersi con la conoscenza di Gwen, la segretaria del governatore, con cui instaura prima un apporto di amicizia, poi col tempo inizia ad innamorarsene fino ad averci una relazione. Ecco questo suo lato tenero e romantico mi ha stranita, lo trovo in contrasto con la sua personalità calcolatrice. Dopotutto fa ammazzare un sacco di gente per i suoi scopi, eppure, alla fine cambia idea sul far scappare Edmund, che scappa ugualmente in altri modi.

AH! Una parte che mi stava piacendo tantissimo era tutta la stoyline di Lenore, Sharon Stone è sempre meravigliosa, con la questione del figlio psicopatico, peccato che si sia esaurita nel giro delle 8 puntate, avrei voluto vederla ancora, come Huck, ma anche lei via nel culo. RYAN CHE COMBINI?! Mi bruci i personaggi con una storia interessante, a favore della fuga di Mildred e Gwen in giro per l’America, perché altrimenti Edmund le ammazza. Capisco che la serie si basi sull’infermiera Ratched, ma anche un mezzo approfondimento sugli altri sarebbe gradito.

Mi ha fatta incazzare da morire questa scelta. Erano personaggi interessanti, del dottor Hanover mi importa una sega, ma loro!! Volendo si potevano lasciare in vita, e fatti morire più tardi, se proprio li volevano morti, ma non così in fretta, come lo strappo della ceretta. Toh ho fatto anche la rima. Ma porca troia. Davvero, una rabbia assurda, ma vabbè scelte registiche e di sceneggiatura. Spero che nella prossima stagione inseriscano personaggi altrettanto interessanti, perché altrimenti qui ce ne andiamo davvero a puttane. E mi dispiacerebbe tantissimo che tutto il potenziale che ha andrebbe sprecato.

A parte questa cosa che mi ha fatto storcere il naso, il resto è molto carino. Lo sviluppo mi è piaciuto. La storia della tipa col disturbo della personalità è fantastica, l’attrice è stata bravissima, le sono grata per aver fatto fuori Hanover che già ci stava sui maroni per i suoi metodi di dubbio gusto. Spero che ci facciano vedere Charlotte ancora di più nella prossima stagione, così come Louise, che per quanto possa essere antipatica, la adoro! Mi fa morire. So di star riponendo troppe speranze nella prossima stagione, ma voglio ricredermi sul fatto che credo si concentreranno sulla storia d’amore di Mildred e Gwen. Vabbè c’è Edmund alle loro calcagna, faranno altro oltre che stare in spiaggia!

Va bene credo di aver detto più o meno tutto quello che volevo dire. Dopotutto è una serie TV di Ryan Murphy, con tutto ciò che esso comporta, sangue, omicidi, complotti e roba assolutamente inquietante. Spero che andando avanti ci regali emozioni! Vi saluto e vi raccomando di ascoltare la sigla perché è fighissima. Vi ringrazio di aver letto fino a qui, alla prossima stagione! Ciao.

Spero tu legga questo